Appuntamento alle ore 9:45 a porta San Gennaro. Prenotatevi telefonando al numero 337.945734.
Il biglietto del museo di Jago può essere acquistato sul posto oppure in anticipo online: https://jago.art/it/museum/
Per l'associazione di Christian Leperino lasceremo un'offerta, a beneficio dei progetti per i ragazzini di contesti sociali disagiati.
Visiteremo prima il museo di Jago, tra i giovani artisti più famosi al mondo, e poi avremo occasione di colloquiare con Leperino nel suo laboratorio, dove conduce progetti didattici per i giovani del posto e ha allestito una monumentale opera d'arte, vibrante di vita e livelli di memoria.
Due scultori entrambi innamorati della Sanità e impegnati nel sociale, che riportano in auge e con perizia le tecniche tradizionali e la capacità dell'arte di comunicare e fare riflettere.
Per entrambi, l'arte ha radici nelle tecniche tradizionali e studiano all'Accademia di belle arti.
Jago (ciociaro, classe '89) abbandona l'Accademia a 23 anni e si farà strada principalmente tramite social, fino a raggiungere un successo urbi et orbi.
Christian (nato a Napoli nel '79) da una difficile realtà di periferia, Ponticelli, arriva a insegnare Tecniche per la scultura all'Accademia di Napoli e a ricevere importanti committenze in città, in altre regioni italiane e in altri continenti.
The first baby, l'opera di Jago nello spazio
Ancora molto giovane e impegnato per necessità in diversi lavori umili, Jago si crea una comunità di follower su Facebook e, con la partecipazione a una Biennale di Venezia, sfonda le porte del successo; è il primo artista ad aver inviato una scultura in marmo sulla Stazione Spaziale Internazionale; nel 2024 gli viene dedicato un film documentario e la sua scultura "David" va in tour mondiale sull'Amerigo Vespucci.
Attraverso i social media, porge a un vastissimo pubblico la discussione sul ruolo dell'arte nel dibattito sul mondo di oggi.
Puro talento e genio per alcuni, stratega del marketing per altri, senza agenzie alle spalle diventa un autentico fenomeno pop.
Le sue opere, di forte e immediato impatto emotivo, si inseriscono con effetto drammatico nelle discussioni collettive su tematiche attuali e in voga come l'immigrazione o la bellezza femminile, ispirando sentimenti di pietà e compassione, oggi purtroppo rari avanti alle scene tragiche a cui siamo quotidianamente esposti dai media.
Rifiuta - racconta - un'offerta da 22 milioni di dollari per una sua opera, perché già aveva preso l'impegno di esporla a Napoli, nel Rione Sanità, e non avrebbe mai deluso quei ragazzi, che oggi lavorano nello Jago Museum, e le loro famiglie.
Spesso circondato da studenti, ragazzi, bambini, a raccontare nel modo più semplice possibile il ruolo dell'arte come strumento di critica del presente, Christian Leperino arriva all'insegnamento in età adulta.
«Mi interessa allacciare proficue relazioni personali ed espressive con quelle persone bisognose di trovare fiducia in un futuro diverso», racconta a un giornalista del Corriere della Sera nel 2023.
Quelle persone possono essere tanto i detenuti di Poggioreale, quanto gli immigrati a cui ha dedicato l'opera in esposizione permanente al museo MADRE ("Another Me"). O, ancora, i bambini del Rione Sanità, che nell'ambito di un progetto rivolto a scuole e famiglie aveva invitato a consegnare le proprie armi giocattolo: cataste, deposte avanti all'ingresso della chiesa della Misericordiella, per riflettere sull'insensatezza della guerra.
Le sue opere, soprattutto bronzi e gessi, sono esposte in diversi musei e spazi pubblici di Napoli (l'ultima esposta a Napoli è il busto dell'Avv. Siniscalchi a Castel Capuano), ma anche a Milano, Rio de Janeiro, Mosca, Tokyo. Raccontano gli spazi urbani come luoghi di stratificazione storica e sociale, in perenne divenire. Narrano di miti del passato e del presente, dell'eternità nel cambiamento, della bellezza nelle macerie e viceversa, in molteplici possibilità di lettura.
Invitano a un lento assaporare, sollecitando i sensi e la ragione a una scoperta senza termine.
Come la grande opera allestita nella controfacciata della chiesa all'ingresso del borgo dei Vergini, a lui affidata per salvarla dall'incuria e che presto sarà aperta a tutti: un immenso lavoro collettivo, quasi vivo, che sembra lì lì per trasformarsi e continuare a farsi da sé...
Christian Leperino lavora a un'opera per il MAV di Ercolano